{"id":7,"date":"2015-05-22T00:22:10","date_gmt":"2015-05-22T00:22:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/?page_id=7"},"modified":"2015-06-17T09:07:17","modified_gmt":"2015-06-17T09:07:17","slug":"la-normativa-per-la-concessione-dello-stemma","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/la-normativa-per-la-concessione-dello-stemma\/","title":{"rendered":"La normativa per la concessione dello stemma"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;araldica civica era sottoposta a norme di legge (RD. 21\/01\/1929 n. 61 \u201cOrdinamento dello Stato Nobiliare Italiano\u201d, RD 07\/06\/1943 n. 651 e n. 652, R.D. 12\/10\/1933 n. 1440 art. 1).<\/p>\n<p>L\u2019entrata in vigore della legge n. 142 del giorno 08.06.1990 ha fatto scattare il diritto\/obbligo per Comuni e Province di dotarsi di apposito Statuto sul quale va riportato, tra gli elementi identificativi propri dell\u2019ente locale, la descrizione dello stemma e gonfalone.<\/p>\n<p>\u00c8 da dire inoltre che il nuovo Testo Unico degli Enti Locali (DLgs 18\/8\/2000 n. 267) impone la sola adozione dello stemma attraverso deliberazione da parte del Consiglio Comunale (o Provinciale), il quale ne deve dare menzione nello Statuto proprio dell\u2019Ente, non prevedendo altro passaggio burocratico.<\/p>\n<p>Il recente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 gennaio 2011 sostituisce i decreti precedenti. Le disposizioni in materia sono assolutamente chiare ed esplicative.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 2 del summenzionato decreto prevede che:<\/p>\n<blockquote><p>1. Sono destinatari delle disposizioni di cui al presente decreto: le regioni, le province, le citt\u00e0 metropolitane, i comuni, le comunit\u00e0 montane, le comunit\u00e0 isolane, i consorzi, le unioni di comuni, gli enti con personalit\u00e0 giuridica, le banche, le fondazioni, le universit\u00e0, le societ\u00e0, le associazioni, le Forze armate ed i Corpi ad ordinamento<br \/>\ncivile e militare dello Stato.<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;articolo 3 recita<\/p>\n<blockquote>\n<ol>\n<li>La domanda per la concessione di emblemi araldici deve essere presentata, nel rispetto delle formalit\u00e0 di seguito indicate, a fi rma del Presidente della regione, della provincia, del Sindaco, del Presidente o responsabile apicale delle comunit\u00e0 montane, delle comunit\u00e0 isolane,<br \/>\ndei consorzi, delle unioni di comuni, del rappresentante legale degli enti, dei vertici di Forza armata o del Corpo di cui all\u2019articolo 2.<\/li>\n<li>La domanda, in carta libera, \u00e8 diretta al Presidente della Repubblica.<\/li>\n<li>\u00a0Identica domanda, in carta da bollo, \u00e8 diretta al Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/li>\n<li>\u00a0La domanda deve contenere la richiesta di concessione degli emblemi araldici. Alla domanda vanno allegati:<br \/>\na) copia dell\u2019atto deliberante con il quale l\u2019ente richiedente stabilisce gli emblemi oggetto di concessione;<br \/>\nb) marca da bollo di Euro 14,62;<br \/>\nc) cenni corografici dell\u2019 ente richiedente;<br \/>\nd) bozzetti degli emblemi araldici richiesti e relative blasonature.<\/li>\n<\/ol>\n<\/blockquote>\n<p>L&#8217;articolo 4 (disposizioni particolari)<\/p>\n<blockquote>\n<ol>\n<li>1. Gli stemmi ed i gonfaloni storici delle province e dei comuni non possono essere modificati.<\/li>\n<li>L\u2019Ufficio onorificenze e araldica determina l\u2019assetto araldico degli emblemi.<\/li>\n<li>Il gonfalone non pu\u00f2 mai assumere la forma di bandiera, ma deve consistere in un drappo nella forma, dimensioni e caratteristiche descritte all\u2019articolo 5, comma 4.<\/li>\n<li>Il procedimento di concessione degli emblemi araldici si conclude con l\u2019emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/li>\n<li>L\u2019Ufficio onorificenze e araldica, ai fini della predisposizione del decreto del Presidente della Repubblica, utilizza il vocabolario tecnico araldico di cui all\u2019allegato A del presente decreto.<\/li>\n<li>I disegni miniati delle insegne, che sono parte integrante del decreto del Presidente della Repubblica, sono vistati dal Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.<\/li>\n<li>Il decreto del Presidente della Repubblica di concessione di stemmi, gonfaloni, bandiere e sigilli \u00e8 debitamente trascritto nel Libro araldico degli Enti territoriali e giuridici conservato presso l\u2019Archivio centrale dello Stato e registrato presso l\u2019Uffi cio onorificenze e araldica.<\/li>\n<li>\u00c8 vietato usare marchi di fabbrica che riproducono stemmi, qualora questi non siano in legittimo possesso dell\u2019intestatario del marchio di fabbrica stesso.<\/li>\n<li>\u00c8 vietato usare nei marchi di fabbrica stemmi o pezze di stemmi riferiti allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni o agli enti di cui all\u2019articolo 2.<\/li>\n<li>\u00c8 vietato per le regioni, province, comuni e per gli enti di cui all\u2019articolo 2 servirsi dell\u2019emblema dello Stato, potendo fare esclusivo uso dello stemma del quale hanno ottenuta regolare concessione.<\/li>\n<li>I motti devono essere scritti su liste bifide e svolazzantidello stesso colore del campo dello scudo, con lettere maiuscole romane, collocate sotto la punta dello scudo.<\/li>\n<\/ol>\n<\/blockquote>\n<p>L&#8217;articolo 5 norma le caratteristiche degli stemmi<\/p>\n<blockquote><p>Lo scudo obbligatoriamente adottato per la costruzione degli stemmi \u00e8 quello sannitico moderno, indicato grafi camente al presente comma. Lo scudo sannitico moderno deve mantenere una proporzione di 7 moduli di larghezza per 9 moduli di altezza<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/scudo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-58\" src=\"http:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/scudo-234x300.png\" alt=\"scudo\" width=\"234\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/scudo-234x300.png 234w, https:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/scudo.png 290w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>&#8230; (omissis)<\/p>\n<blockquote><p>comune: corona formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d\u2019argento e murato di nero.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/corona_comune.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-59\" src=\"http:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/corona_comune-300x159.png\" alt=\"corona_comune\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/corona_comune-300x159.png 300w, https:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/corona_comune.png 302w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>&#8230;(omissis)<\/p>\n<blockquote><p>Il gonfalone consiste in un drappo rettangolare di cm. 90 per cm. 180, del colore di uno o di tutti gli smalti dello stemma. Il drappo \u00e8 sospeso mediante un bilico mobile ad un asta ricoperta di velluto dello stesso colore, con bullette poste a spirale, e terminata in punta da una freccia,<br \/>\nsulla quale sar\u00e0 riprodotto lo stemma, e sul gambo il nome dell\u2019ente. Il gonfalone ornato e frangiato \u00e8 caricato, nel centro, dello stemma dell\u2019ente, sormontato dall\u2019iscrizione centrata (convessa verso l\u2019alto) dell\u2019ente medesimo. La cravatta frangiata deve consistere in nastri tricolorati dai colori nazionali. Le parti metalliche del gonfalone devono essere: argentate per gli stemmi del comune, d\u2019oro per gli<br \/>\nstemmi della provincia e del comune insignito del titolo di citt\u00e0. Analogamente i ricami, i cordoni, l\u2019iscrizione e le bullette a spirale devono essere d\u2019argento per gli stemmi del comune, d\u2019oro per gli stemmi della provincia e del comune insignito del titolo di citt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/gonfalone.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-60\" src=\"http:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/gonfalone-180x300.png\" alt=\"gonfalone\" width=\"180\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/gonfalone-180x300.png 180w, https:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/gonfalone.png 362w\" sizes=\"auto, (max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>In questo decreto non \u00e8 normato l&#8217;elemento decorativo che accompagna lo scudo e la corona di uno stemma di comune, ma \u00e8 previsto che sia costituito da<\/p>\n<blockquote><p><em>serto<\/em> formato con un ramo di <em>quercia<\/em> e uno di <em>alloro<\/em> al naturale fruttiferi d\u2019oro passati in <em>decusse<\/em> sotto la punta dello scudo e legati da un nastro in fiocco con i colori nazionali.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/serto.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-61\" src=\"http:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/serto-300x242.png\" alt=\"serto\" width=\"300\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/serto-300x242.png 300w, https:\/\/www.stemmiprovinciacomo.it\/tremezzina\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/serto.png 302w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Il decreto poi prevede un dizionario di araldica che norma le disposizioni e le figure presenti nello scudo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;araldica civica era sottoposta a norme di legge (RD. 21\/01\/1929 n. 61 \u201cOrdinamento dello Stato Nobiliare Italiano\u201d, RD 07\/06\/1943 n. 651 e n. 652, R.D. 12\/10\/1933 n. 1440 art. 1). 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